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Acqua, Terra, Aria e Fuoco: introduzione alla ceramica.

Aggiornamento: 31 gen 2022


Quando i quattro elementi si uniscono, nasce la ceramica.

Si definisce infatti "Ceramica" ogni impasto di acqua e argilla plasmato, essiccato e stabilizzato mediante cottura.


Questa definizione apparentemente così elementare nasconde in sé una serie infinita di variabili e conoscenze tecniche e scientifiche che l'uomo ha acquisito nel corso dei millenni in cui la nostra evoluzione è proceduta di pari passo a quella della ceramica.

Le argille possono essere composte da caolino puro oppure contenere una quantità variabile di materiale organico o minerale accumulato nel corso dei processi di sedimentazione.

A seconda del tipo di argilla, della quantità di feldspati, sabbia silicea e minerali in essa contenuti contenuti e del processo di lavorazione a cui vengono sottoposti gli impasti, la ceramica prodotta potrà assumere diverse gradazioni di colore (bianco, grigio, rosso,...) e caratterizzarsi come ceramica "a pasta compatta" (gres e porcellane) oppure "a pasta porosa" (terraglie, maioliche e terrecotte).


La fase successiva è detta "formatura": gli impasti vengono modellati a mano, al tornio o con l'uso di stampi in gesso nei quali l'argilla può essere calcata (a mano o con l'utilizzo di una pressa) oppure versata sotto forma di barbottina liquida con la tecnica del colaggio.



Gli oggetti così ottenuti vengono rifiniti e fatti essiccare completamente, per poi essere cotti a una temperatura che varia dai 980 ai 1350°C.

Il manufatto che ha subito questa prima cottura viene detto "biscotto".



In questa fase la superficie è porosa e più o meno permeabile e necessita di essere rivestita con uno strato vetroso di smalto o cristallina.



A questo punto interviene la decorazione "a granfuoco" che può essere applicata sullo strato polveroso di smalto crudo (decorazione "soprasmalto") o, nel caso della terra bianca, direttamente sul biscotto, prima del bagno nella cristallina (decorazione "sotto cristallina").

L'oggetto viene quindi posto in seconda cottura e acquista il classico aspetto vetrificato.



Nell'immagine seguente si può osservare la superficie di una maiolica prima e dopo la cottura: l'oggetto decorato viene posto in seconda cottura a 960°C; la componente vetrosa in esso contenuta fonde e i colori diventano accesi e brillanti.



Nel caso in cui il decoro venga eseguito sullo smalto già cotto si parlerà invece di terza cottura o decorazione "al terzo fuoco".



Questa tecnica è generalmente usata per il decoro delle porcellane e per l'applicazione di lustri e metalli preziosi ma è adatta anche ad eseguire ritocchi e opere dal particolare effetto fotografico su ogni superficie smaltata.



Si conclude qui il nostro breve tour: spero di essere riuscita a dare almeno l'idea della miriade di tecniche e competenze che costituiscono l'universo della ceramica, che fa di ogni artigiano un eterno apprendista e sperimentatore.

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